Ama, nuovo sciopero per il contratto: strade a rischio caos rifiuti

 

E’ di nuovo sciopero per la raccolta dei rifiuti. Dopo la protesta del 30 maggio scorso, i dipendenti di Ama da questa mattina incrociano le braccia per la mobilitazione indetta a livello nazionale da Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Trasporti e Fiadel per i lavoratori dell’igiene ambientale pubblica e privata. L’appuntamento a Roma è per le 9 in piazza del Pantheon. Al centro della mobilitazione la trattativa per il rinnovo del contratto nazionale. “Dopo l’ultimo sciopero non c’è stata nessuna reazione da parte della controparte che non ha nè aperto un tavolo nè avanzato alcuna soluzione” spiega Natale di Cola, segretario romano della Fp Cgil. “Per questo la mobilitazione continua. In base ai primi numeri disponibili questa mattina, l’adesione allo sciopero è molto alta sintomo di un forte malessere tra i lavoratori che chiedono di poter svolgere il proprio compito con mezzi adeguati e in condizioni di sicurezza e di poter svolgere al meglio i servizi. Il prezzo di questo scontro” conclude “lo pagano sia i lavoratori sia cittadini”.

Intanto, per le strade della Capitale è già allarme rifiuti. Gli effetti dello stop dell’ultima protesta hanno fatto sentire i loro effetti per le strade cittadine e nei giorni seguenti Ama ha messo in campo un servizio rafforzato per ‘smaltire’ gli accumuli. L’astensione è infatti prevista per l’intero turno di lavoro: il primo di mercoledì fino alle 4.30 del mattino di giovedì. Ama, nei giorni scorsi, ha già annunciato possibili disagi e invitato i cittadini a “non abbandonare sacchetti dei rifiuti in terra in presenza di eventuali cassonetti non svuotati”.

In una nota, spiegano i sindacati: “I lavoratori chiedono un rinnovo che riconosca loro un giusto salario e denunciano i problemi legati alla sicurezza e alla salubrità di condizioni e luoghi di lavoro. Il settore, uno di quelli maggiormente a rischio, è caratterizzato da scarsa attenzione alla salute e alla sicurezza degli operatori” si legge. “Intollerabile poi lo scivolamento di parte del sistema verso un dumping che, utilizzando contratti non idonei, fa cassa sulla pelle dei lavoratori, peggiorando le condizioni di lavoro e pregiudicando la qualità del servizio”. E ancora: “I lavoratori sono stanchi di subire umiliazioni quotidiane per strada, con i cittadini giustamente imbufaliti per le tariffe alte e le città sporche. Se da una parte serve uno scatto di civismo, perché l’inciviltà è una delle cause delle criticità con cui ci si scontra quotidianamente, è soprattutto vero che i livelli organizzativi, le infrastrutture e la mancanza di un vero e proprio ciclo integrato dei rifiuti a Roma e nel Lazio non fanno che cronicizzare problemi altrimenti risolvibili”.

Attacca Utilitalia, associazione di categoria delle aziende di igiene ambientale impegnata nella vertenza per il rinnovo del contratto nel comparto per la quale invece c’è “la disponibilità delle aziende a trovare un accordo e la mediazione dell’Anci, che ha proposto di riconoscere un aumento mensile di 110 euro” si legge in una nota. Utilitalia espone le sue ragioni ricordando che la lunga trattativa tra i sindacati e la rappresentanza delle imprese, “è al momento arenata anche sul tema dei distacchi sindacali nazionali retribuiti, ovvero sul numero di persone che, retribuite dalle aziende, svolgono attività per i sindacati nazionali”. Utilitalia ha lanciato inoltre un appello alla Commissione di Garanzia per gli scioperi nei servizi pubblici chiedendo ai nuovi componenti appena nominati dal Parlamento “una revisione del vigente codice di regolamentazione del diritto di sciopero che ormai appare anacronistico rispetto alle caratteristiche del servizio e alle esigenze delle città”.

In collaborazione con: romatoday