Fiera di Roma: “Con il nuovo Piano Industriale pareggio dei conti nel 2018”

Nuove manifestazioni, categorie merceologiche inedite, più congressi e anche investimenti per migliorare le strutture. È così che la Fiera di Roma si prepara a diventare “motore per lo sviluppo del territorio della Capitale”. Obiettivo: pareggio dei conti nel 2018 e primi utili nel 2019. A dettare la linea del Piano industriale è l’amministratore unico Pietro Piccinetti, arrivato lo scorso aprile a gestire una realtà con una procedura aperta di concordato preventivo, problemi legati alla subsidenza del terreno, “non è vero che la Fiera è da buttare” ha però precisato, e un “deficit competitivo su trasporti, logistica e decoro”. Debolezze della struttura romana che però, secondo Piccinetti, possono essere controbilanciate da punti di forza: “Siamo il maggiore polo del centro sud”; l’unica realtà della Capitale in grado di “ospitare congressi che prevedono oltre 5.000 persone”.

Dopo la ricapitalizzazione della società, a cui il Campidoglio non ha partecipato, la scorsa settimana Piccinetti ha convocato i giornalisti per illustrare le linee guida del nuovo Piano Industriale. Tutto ruota attorno alle nuove manifestazioni in programma: dall’Iran Country presentation al Romics passando per Blast, Cucinare Italiano, Mia-Meet. E ancora nel 2018 la cultura sarà al centro dell’iniziativa Cer-Congress Exchange Rome, mentre Fides Roma punta al turismo religioso con l’esposizione di oggetti liturgici.

Non solo eventi. Il piano industriale parla anche di investimenti per la ristrutturazione dei padiglioni 9 e 7 e per l’ammodernamento del decimo. I padiglioni dall’11 al 14 saranno invece venduti.

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