Rifugiati, pochi posti per i minori e all’accoglienza ci pensano i vigili urbani

Tre ragazzi minorenni, di origine egiziana, senza genitori, che hanno bussato alla porta dei vigili urbani, chiedendo assistenza. E’ accaduto qualche sera fa, nella sede del II gruppo Sapienza, ennesima riprova di un sistema di accoglienza al collasso. “E’ già la terza volta che accade da inizio dell’anno – racconta il sindacato Sulpl Roma – le strutture del comune sono sature ed i ‘presunti’ minorenni sono alloggiati in queste condizioni nei comandi della Polizia Locale di Roma”.

Dormono alla bene e meglio negli uffici, per terra o sulle sedie in plastica, gli agenti cercano di sfamarli con le merendine delle macchinette, il tutto in attesa che la Sala operativa sociale del Dipartimento di viale Manzoni dia il via libero per il trasferimento nei centri di accoglienza, se si libera un posto.

Quando bussano alla porta, “comincia la solita trafila per la Polizia Locale – spiegano ancora dal sindacato – che deve provvedere alla identificazione di questi ragazzi che solitamente sono privi di documenti e farli visitare da personale medico che ne attesti la maggiore o minore età. Se maggiorenni di solito gli si notifica un obbligo di lasciare l’Italia entro 5 giorni, se minorenni il comune ne cura vitto ed alloggio”. O almeno, dovrebbe. Ma i posti per l’accoglienza degli immigrati minori non accompagnati sono pochissimi. E allora c’è chi fa le veci dell’assistenza sociale. “La Polizia Locale di Roma è anche questo”.

In collaborazione con: romatoday